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Testimonial - Michele Caletti
Foto Michele Caletti

Testimonial - Michele Caletti - Laurea in Informatica (vecchio ordinamento, durata 5 anni) - Aprile 2003

Di cosa ti occupi attualmente? Lavori? In questo caso, che genere di attività svolgi e che genere di ruolo ricopri nell'azienda dove lavori?

Al momento dirigo tutta la parte di sviluppo software presso Milestone, la più grande software house di videogame italiana. Negli 11 anni in cui ho lavorato qui, sono partito come sviluppatore dei supporti audio, per poi passare al ruolo di lead programmer, e responsabile di progetto, fino al ruolo attuale.

Qual è stata la tua formazione? Come la valuti alla luce della tua esperienza nel mondo del lavoro?

La mia formazione universitaria è stata per ampie parti di grande utilità, penso alle parti più teoriche, analitiche, mentre devo ammettere che lo studio dei linguaggi di programmazione, in senso concreto, e applicato ad un uso reale e professionale, fu non abbastanza formante. Sono convinto che la padronanza piena di almeno un paio di linguaggi, ma non solo, di costrutti archietturali, e dell'uso concreto sia basilare, anche per sviluppare e mettere a frutto i fondamenti teorici. Supplii con uno studio del C++ piuttosto approfondito, in primo luogo perché scelsi una tesi abbastanza complessa, che includeva l'implementazione di un motore grafico, fisico e di AI, che mi permise di arrivare ad un buon livello di padronanza.

Ti senti di dare dei suggerimenti a uno studente delle scuole superiori che si sta informando su quale strada scegliere per il suo futuro?

Un punto fondamentale è sapere cosa si voglia, quale sia la propria aspirazione. Avere un obbiettivo, inizialmente distante, è di continuo sprone per migliorarsi. Il mio era arrivare a fare videogames, e specie in Italia dove il settore è relativamente piccolo, non era facile. Altro consiglio, cercare di andare oltre il richiesto, sperimentare e non fare solo il minimo sindacale. Se si ha una passione, un'idea, cercare di concretizzarla, all'inizio è davvero difficile, ma scontrarsi con le difficoltà concrete, con ciò che separa idea e pratica, alla lunga paga. La prima domanda che faccio a chi vuole lavorare nel mondo dei videogames e afferma di amarli è "Quindi quale gioco hai fatto?" Oggi più che mai le possibilità per essere creativi, sperimentatori, esistono, quindi sfruttatele e distinguetevi.

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redazioneweb@disco.unimib.it - ultimo aggiornamento di questa pagina 28/03/2014