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Per gli Studenti
Teoria del linguaggio

Anno I - primo semestre - percorso A

Docenti: Carlo Cecchetto, Francesca Panzeri, Maria Nella Carminati

Settore scientifico-disciplinare: M-FIL/05

Crediti: 10

Ore di lezione: 60

Il linguaggio è costituito da un lessico, da un apparato combinatorio (che consente di comporre le parole in sintagmi e frasi) e da un sistema interpretativo. Questo corso affronta l'architettura di questi componenti e il suo interfacciarsi con il nostro sistema concettuale-cognitivo.

Argomenti del corso

Primo Modulo: Gli universali linguistici. Il caso delle domande.
Per universali linguistici si intendono delle proprietà che sono comuni a tutte le lingue del mondo (o perlomeno alle lingue che sono state studiate finora). L'interesse nell'individuare tali proprietà sta nel fatto che esse possono costituire una chiave di accesso privilegiata all'organizzazione della facoltà del linguaggio, che, essendo invariante nella nostra specie, in alcuni casi è direttamente responsabile dell'esistenza degli universali.
Dopo aver passato in rassegna alcuni risultati della ricerca sugli universali, ci si concentrerà sulle proprietà delle frasi interrogative, studiando le proprietà invarianti delle domande in tutte le lingue note.

Secondo modulo: Linguaggio e ragionamento. Il caso dei condizionali. Questo modulo affronta la questione dell'analisi degli enunciati ipotetici, che si rivela problematica fondamentalmente per due ragioni. In primo luogo perché sembra che non sia possibile assegnare loro un significato vero-condizionale (ossia, stabilire il valore di verità del condizionale "se piove, allora prendo l'ombrello" solo e unicamente in base al valore di verità dell'antecedente piove e del conseguente prendo l'ombrello). In secondo luogo perché, nella loro forma controfattuale ("se Hitler avesse invaso l'Inghilterra, allora avrebbe vinto la
guerra") i condizionali da un lato prendono in considerazione possibilità non realizzate (Hitler di fatto non ha invaso l'Inghilterra), dall'altro fanno affermazioni contingenti, che sono valutate come vere o false sulla base dell'evidenza empirica di cui si dispone nel mondo attuale.

Terzo modulo: Le dipendenze a distanza.L'architettura del linguaggio umano è tale da permettere le cosiddette'dipendenze a distanza' tra due elementi che sono distanti tra loro
nella struttura di superficie ma la cui interpretazione finale richiede una sorta di 'ricongiungimento' tra i due. Un esempio tipico di una dipendenza a distanza è quello tra l'elemento wh- e l'elemento vuoto che occupa la posizione di base da cui l'elemento wh- è stato mosso (es. Che cosa ha detto che ha visto t Lucia?). Un altro esempio di dipendenza a distanza è costituito dalle dipendenze anaforiche, che associano le espressioni anaforiche (pronomi riflessivi, pronomi ed altre espressioni nominali usate anaforicamente) ad espressioni menzionate precedentemente (gli antecedenti). In questo modulo esamineremo
alcuni risultati sperimentali sulla comprensione e l'interpretazione delle dipendenze anaforiche. La questione principale a questo riguardo è la seguente: nel processo di comprensione di un testo che procede incrementalmente, in base a quali indizi il processore stabilisce l'associazione corretta tra l'espressione anaforica e l'antecedente? Come vedremo, a secondo del tipo di espressione anaforica, questi indizi possono essere di natura strettamente formale (cioè, si riconducono ad una rappresentazione sintattica/gerarchica del testo precedentemente processato, seguendo i principi della teoria del legamento) e/o di natura più pragmatica (pertinenti ad una rappresentazione meno di superficie e più concettuale). Discuteremo vari studi e risultati anche discordanti, toccando altre questioni come (i) la funzione delle diverse expressioni anaforiche come segnali della struttura di un
testo e (ii) le possibili differenze tra le lingue.

Programma dell'esame

Primo modulo:
Baker M. (2003). Gli atomi del linguaggio. Milano: Hoepli. Capp. 1-4 (73 pagine).
Dispense distribuite a lezione.

Secondo modulo:
Edgington D. (1995). On Conditionals. Mind, 104: 235-329. (Solo le prime 25 pp.).
Abbott B. (2005). Some remarks on Indicative Conditionals. In Young R.B. (ed.) Proceedings of SALT XIV. http://www.msu.edu/user/abbottb/indconds.pdf (19 pagine).
Cresswell M.J. (1988). Possible worlds. In Cresswell M.J. Semantical Essays. Dordrecht: Kluwer. Tr. it. di Sandro Zucchi. (8 pp.)
Goodman N. (1947). The problem of counterfactual conditionals. The Journal of Philosophy, 44: 113-128. Tr.it (di Meotti A.) in Linsky B. (ed.) (1969). Semantica e filosofia del linguaggio. Milano: Il Saggiatore. (Tr.it. rivista da Sandro Zucchi 19 pp.).
Stalnaker R. (1968). A theory of conditionals. In Rescher N. (ed.) Studies in Logical Theory. Oxford: Blackwell. Tr.it. di Sandro Zucchi. (17 pp.) Dispense distribuite a lezione.

Terzo modulo:
Garrod S.C. & Sanford A.J. (1994). Resolving sentences in a discourse context. In Gernsbacher M. (ed.) Handbook of Psycholinguistics.San Diego: Academic Press. pp. 675-685 (solo le prime 10 pagine dell'articolo).
Nicol J.L. & Swinney D.A. (2002). The Psycholinguistics of Anaphora. In Barrs A. (ed.) Anaphora. A Reference Guide. Oxford: Blackwell. (33 pp.)
Frazier L. & Clifton C.Jr. (2001). On bound variable interpretation: The LF-only hypothesis. Journal of Psycholinguistic Research, 29: 125-139.
Garnham A., Oakhil J., Ehrlich M-F. & Carreiras M. (1995). Representations and Processes in the Interpretation of Pronouns: New Evidence from Spanish and French. Journal of Memory and Language, 34: 41-62.
Sturt P. (2003). The time-course of the application of binding constraints in reference resolution. Journal of Memory and Language, 48: 542-562
Vonk W., Hustinx L.G.M.M. & Simons W.H.G. (1992). The use of referential
expressions in structuring discourse. Language and Cognitive Processes, 7: 302-333.
Yang C.L., Gordon P.C. & Hendrick R. (1999). Comprehension of Referring Expressions in Chinese. Language and Cognitive Processes, 14: 715-743.
Slides utilizzate a lezione (N.B. La maggior parte del contenuto di queste slides concernerà gli articoli sopra citati).

Modalità d'esame

L'esame prevede una prova scritta nella forma di domande chiuse e aperte e (a seconda dei docenti) una eventuale prova orale o una relazione scritta (massimo 2000 parole) su un articolo a scelta concordato. Sono previste prove in itinere per i frequentanti, alla fine di ogni
modulo.

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Approfondimenti

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redazioneweb@disco.unimib.it - ultimo aggiornamento di questa pagina 30/03/2011